We Sink - S/T

We Sink - S/T

16/01/2012

Chorus of One Records presenta:

Se Sink - S/T

Abitano a un oretta da me e non li conoscevo ma chiedo perdono per questo. Vengono da Parma questi We sink, band giovane dato che il lavoro di cui vi parlerò a breve è dell'anno appena trascorso e il precedente risale al 2010.
Prima nota positiva di questa loro produzione è il formato: essendo  uno fissato di dischi, non poteva capitarmi nulla di meglio della recensione di un vinile.
Seconda nota positiva, il formato che hanno scelto è ormai piuttosto in disuso (10 pollici) e quindi doppiamente apprezzato dal sottoscritto. Prima di passar alla sostanza mi soffermo un attimo anche sull'artwork che mi aveva dato già un'idea di quello che conteneva data la copertina e l'uso di solo pochissime sfumature che si spostano dal bianco & nero che ricordano un po gli Integrity e Converge come disegni; il resto a parer mio forse ancora più interessante perchè riprende un po di tratti old school con tutti i titoli dei brani, crediti inclusi sono scritti i a mano libera su delle specie di ritagli di carta...fa molto anni 90.
Per quanto riguarda la musica: se dovessi riassumervi in poche parole ciò che ho provato ascoltando questo disco è: “un dinosauro gigantesco che cammina su una città e la rade al suolo calpestandola, come un qualche videogioco vecchissimo”.
Questi ragazzi propongono qualcosa che possiamo catalogare nell'ormai immenso mondo del “post-hardcore” con riff estremamente pesanti e cupi...quello che in inglese nell'ambito musicale viene definito “heavy”. La prima traccia è una specie di intro strumentale dalle spiccate venature Doom che verranno ripresi anche nelle altre canzoni; dopo di che si passa alla prima traccia cantata dove si sente a pieno l'identità del gruppo con questo growl, non eccessivamente basso come intonazione, ma estremamente efficace per aggiungere benzina sul fuoco già di per se ardente di ferocia musicale.
Il dinosauro di cui vi parlavo prima, qui è ancora in fase di riscaldamento e preferisce piantare i piedi a terra  lentamente ma con una forza devastante tant'è che anche io ho sentito dentro una specie di “rabbia e voglia di dar testate al muro”.  Il secondo lato, che ho preferito rispetto al primo, si spinnge un po sull'accelleratore, senza però perder di efficacia o rischiar di rientrar in riff triti e ritriti giusto per chiudere le canzoni. Sono in questo lato i 2 episodi che ho apprezzato di più: “Puke” e “parodies and lies” canzone di chiusura che a tratti ricorda un po gli Shai Hulud, band che io amo tantissimo.
L'unico limite che a mio avviso ha inciso negativamente sul lavoro complessivamente piuttosto buono è la quasi totale assenza di dinamiche tra le chitarre...diciamo che per circa l'80% per cento del disco ho sentito un unico riff proveniente da entrambe le casse e forse questa cosa è stata anche penalizzata da una distorsione delle chitarre un po eccessiva e cupa, al contrario mi ha soddisfatto il suono del basso.
Ora aspetto un disco completo (questo vinile contiene 6 brani) per sentire se la lunga distanza mi darà le conferme dei buoni auspici.
 
Voto: 7

Facebook band: http://www.facebook.com/pages/We-Sink/10150107776815032?ref=ts
 

Recensione a cura di Damiano

Cerca nel sito

Powered by Webnode