Beer For Breakfast - We Are Ready to Fall of the Stage
09/11/2011
Beer For Breakfast presentano:
Beer For Breakfast - We Are Ready to Fall of the Stage
Il disco si apre con un intro che, personalmente, ho trovato un pò senza senso...niente più di una base di synth alla quale si sovrappone la batteria, nulla di che, ma ha come punto a favore che si attacca bene al pezzo successivo, che possiamo considerare la prima vera canzone del disco.
L'album ha un background che deriva dal punk/ska italiano degli anni 90 ma che poi spazia ampiamente tra tante delle infinite sfaccettature del rock. Questo aspetto da una parte è per me positivo, se si considerano le varie influenze che si percepiscono all'interno delle singole canzoni, d'altra parte ho notato che andando da una canzone all'altra spesso capita di sentire cambi di genere veramente netti, che fanno sembrare l'album quasi un mix di diverse band più che un disco omogeneo, di un gruppo solo; credo quindi che il gruppo faccia bene a non porsi limiti su schemi di generi precisi, ma che allo stesso tempo non abbia ancora trovato una sua identità.
Le canzoni si alternano tra testi in italiano ed inglese e qui troviamo un punto che non mi ha convinto: la Voce. Innanzitutto io sono uno di quelli che preferisce all'infinito la lingua inglese alla italiana - per gusti personali - ma per usare una lingua che non è la tua devi conoscerla ad un buon livello, per non incappare in errori di scrittura, testi banali dati da un lessico limitato, e pronuncia molto “italianeggiante”; elementi che purtroppo ho trovato in questo disco (per carità non faccio il professore a nessuno, è solo una costatazione), e per i quali mi son trovato a ribaltare i miei soliti standard preferendo i testi in italiano.
Il secondo punto che riguarda la voce è che tiene sempre una tonalità piuttosto bassa che oltre a dare un tono un pò cupo a canzoni che musicalmente magari esprimono altre sensazioni, porta inevitabilmente a fare errori di intonazione.
Per riassumere brevemente questo capitolo, dopo gli ascolti dati al disco la canzone che mi è rimasta più impressa è “Tempo bruciato”: testo in italiano e cantata in una tonalità un pò più alta che rende meglio l'intero brano. Un pollice alto invece alla seconda voce, femminile se non sbaglio, che trova buone melodie e quando interviene alza la qualità dell'insieme. Vi è la presenza di 2 canzoni acustiche che non incidono particolarmente, perchè mi è sembrato di sentire giri di accordi triti e ritriti (penso che per inserire una canzone acustica in un disco rock, questa debba essere davvero notevole, perchè deve accontentare fan di un genere più aggressivo).
Un fattore che a mio parere ha penalizzato il lavoro della band è la produzione, che non è di gran livello..sembra quasi di ascoltar il disco appena finite le registrazioni, privo di mix e master.
Alla fine dei conti le mie considerazioni globali non sono così negative come forse può sembrare da ciò che ho scritto, non ci sono solo aspetti negativi, ma ho voluto sottolinearli per sperar di dar consigli alla band, perchè tutto sommato ascoltando il disco questi ragazzi mi hanno lasciato un senso di simpatia nei loro confronti, e considerando il fatto che non li conosco personalmente, ma solo musicalmente, lo ritengo un aspetto più che positivo.
Ci sono cose da migliorare ma la band è giovane e credo che ci sia anche la voglia di mettersi in gioco.
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Recensione a cura di Damiano

